Faq superbonus 110%
FAQ - Domande Frequenti - Superbonus 110%

Tutte le domande frequenti sul Superbonus 110%

In questa sezione è possibile trovare risposta alle domande più comuni che riguardano il Superbonus al 110%. Nel caso in cui le informazioni desiderate non siano qui presenti è possibile contattare il nostro Servizio Clienti al numero verde 800 832 896.

Superbonus 110% come funziona

È un’eccezionale detrazione fiscale introdotta dal Decreto Rilancio per specifici interventi di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico.

Prevede la possibilità di detrarre dalle proprie imposte sul reddito il 110% della somma spesa per tali interventi in 5 quote annuali di pari importo.

 

Il Superbonus si applica alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 (e, in determinate situazioni, al 31 dicembre 2022 o al 30 giugno 2023).

Solo per i condomìni e per gli edifici multifamiliari a proprietario unico con non più di quattro unità immobiliari che al 30 giugno 2022 abbiano concluso almeno il 60% dei lavori, la scadenza è fissata al 31 dicembre 2022. Per gli interventi effettuati dagli Istituti Autonomi di Case Popolari (IACP) che al 31 dicembre 2022 abbiano completato almeno il 60% dei lavori, il Superbonus 110% spetta anche per le spese sostenute fino al 30 giugno 2023.

Possono beneficiare della detrazione al 110%:

  1. i condomìni per interventi sulle parti comuni;
  2. le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari o unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti e con accesso autonomo;
  3. gli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP);
  4. le cooperative di abitazione a proprietà, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
  5. le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all'articolo 6 della legge n. 266/1991 e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano;
  6. le associazioni e società sportive dilettantistiche limitatamente agli interventi destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

 

Sono esclusi gli edifici rientranti nelle categorie catastali A1, A8 e A9 (ville e castelli).

Il DL 14 agosto 2020, n. 104 (modificato con Legge 3 ottobre 2020, n. 126) ha variato la definizione di "accesso autonomo dall'esterno".
Per "accesso autonomo dall'esterno" si intende un accesso indipendente, non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone d'ingresso che consenta l'accesso dalla strada o da cortile o da giardino anche di proprietà non esclusiva.
In sintesi, se il cancello/portone di ingresso esclusivo si affaccia su un cortile non esclusivo o su una strada interna non esclusiva, si parla comunque di accesso autonomo.

Gli interventi che possono usufruire del Superbonus sono suddivisi in “trainanti”, che possono godere della detrazione anche se eseguiti da soli, e “trainati”, che devono invece essere realizzati in abbinamento ad almeno un intervento trainante.

Sono definiti interventi trainanti, o principali, quelli che costituiscono la condizione indispensabile per poter usufruire del Superbonus: senza questi non vi si può accedere.

Per quanto concerne l’efficienza energetica tali interventi sono:

Per condomini, edifici unifamiliari o unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti e con accesso autonomo:

  • Intervento di isolamento termico (p.e. cappotto termico) delle superfici verticali, orizzontali e inclinate che interessino almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità indipendente, nel caso di edifici plurifamiliari
    I nuovi massimali introdotti dalla Legge sono di 50.000 euro per edificio familiare o unità indipendente di edificio plurifamiliare, 40.000 euro per unità per edifici con 2-8 unità, 30.000 con più di 8 unità.

Per condomini:

  • Intervento sulle parti comuni dell’edificio per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati dotati di:
     
    • caldaie a condensazione ad acqua con efficienza energetica stagionale del riscaldamento d’ambiente almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013 (ηs ≥ 90%)
       
    • pompe di calore e sistemi ibridi assemblati in fabbrica anche con sonde geotermiche ed eventualmente abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo
       
    • impianti di microcogenerazione
       
    • collettori solari per la produzione di acqua calda
       
  • Intervento di riduzione del rischio sismico

 

Per le unità unifamiliari o unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari purché sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi:

  • L’Agenzia delle Entrate con la risposta 87/2021 ha spiegato che le unità indipendenti negli edifici plurifamiliari possono ottenere la detrazione maggiorata del 110% per gli interventi di efficientamento energetico (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti per riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda a pompa di calore) ma non per quelli di messa in sicurezza antisismica.
     
  • La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro, per singola unità immobiliare.
    La detrazione spetta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

 

Per quanto riguarda la riqualificazione anti-sismica vi è una sola novità rispetto a quanto annunciato dal Decreto Rilancio. Rientrano nel Superbonus infatti, non solo gli interventi per la riduzione del rischio sismico dell’edificio, tranne nella zona sismica 4 (con il grado di sismicità minore), ma anche la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici, a condizione che sia eseguita congiuntamente a interventi antisismici (di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 della Legge 90/2013).

 

Rientrano nel Superbonus anche le spese per specifici interventi eseguiti insieme ad almeno una delle opere trainanti elencate precedentemente. Tali interventi sono:

  • interventi di efficientamento energetico previsti dall’ Ecobonus;
     
  • installazione di impianti solari fotovoltaici con contestuale o successiva installazione di sistemi di accumulo integrati;
     
  • installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici;
     
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche (16-bis, lettera e) del TUIR).
    gli interventi di demolizione e ricostruzione di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del DPR 380/2001

     
  • gli interventi di demolizione e ricostruzione di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del DPR 380/2001
  • Per quanto riguarda gli interventi antisismici il limite di spesa massimo agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno. Per gli interventi sulle parti comuni dell’edificio, il limite di 96.000 euro si moltiplica per ogni unità immobiliare costituente l'edificio.

 

Si, a meno che l’edificio non sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo n. 42/2004, o gli interventi strutturali non siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali.
In questi casi, la detrazione o il credito d’imposta al 110% si applica a tutti gli interventi di riqualificazione energetica previsti dall’Ecobonus, anche se non eseguiti congiuntamente ad un intervento trainante, ferme restando le altre condizioni del Superbonus.

 

Sì, per ogni intervento previsto dal Decreto Rilancio ci sono specifici tetti di spesa.

In particolare, i massimali per l’isolamento termico delle superfici disperdenti sono di 50.000€ in caso di edificio unifamiliare o unità indipendente in edificio plurifamiliare, di 40.000€ (per unità) per edifici da 2 a 8 unità e 30.000€ per edifici con più di 8 unità

Per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale nei condomini i massimali sono di 20.000€ (per unità) per edifici fino a 8 unità e di 15.000€ per edifici più grandi, mentre negli edifici unifamiliari o nelle unità indipendenti di edifici plurifamiliari, il tetto di spesa è di 30.000€.

Per quanto riguarda gli interventi antisismici il limite di spesa massimo agevolabile è di 96.000 euro all’anno per ogni immobile. Questo significa che la spesa complessivamente agevolabile è di 480.000 euro (96.000 euro per 5 anni) per ogni immobile. Per gli interventi condominiali il limite di 96.000 euro si moltiplica per ogni unità immobiliare costituente l'edificio. 

Per l’installazione di impianti fotovoltaici la detrazione al 110% spetta fino ad un ammontare complessivo non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di 2.400 o 1.600 € per ogni kW di potenza nominale dell’impianto (in funzione del tipo di attività edilizia).

La detrazione del 110% è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo nei limiti di un ammontare complessivo di 48.000€ e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema.

I due tetti di spesa sono cumulabili (per maggiori dettagli si veda la sezione “Fotovoltaico e accumulo”).

Per quanto riguarda le infrastrutture di ricarica elettrica, la massima spesa detraibile è di 2.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari indipendenti di edifici plurifamiliari; 1.500 euro per gli edifici plurifamiliari o i condomìni che installano un numero massimo di otto colonnine; 200 euro per colonnina per gli edifici plurifamiliari o i condomìni che installano un numero maggiore di otto colonnine.

Per gli interventi in corso di esecuzione al 01/01/2021 il Superbonus è calcolato su un ammontare massimo delle spese pari a 3.000 euro. Il limite è riferito a ciascun contribuente e costituisce, pertanto, l’ammontare massimo di spesa ammesso alla detrazione anche nell’ipotesi in cui, nel medesimo anno, il contribuente abbia sostenuto spese per l’acquisto e la posa in opera di più infrastrutture di ricarica.

Per esser agevolabili, le spese devono essere sostenute per immobili adibiti ad abitazione o ad attività produttiva in zona di rischio sismico. La detrazione riguarda sia l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare su parti strutturali, che la redazione della documentazione necessaria a comprovare la sicurezza statica dell’edificio.

Sì, dove non sia possibile conseguire il miglioramento di due classi energetiche, è sufficiente il conseguimento della classe energetica più alta

Per esser agevolabili, le spese devono essere sostenute per immobili adibiti ad abitazione o ad attività produttiva (a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza). La ripartizione avviene in 5 anni e il limite di spesa massimo agevolabile è di 96.000 euro all’anno per ogni immobile. Questo significa che la spesa complessivamente agevolabile è di 480.000 euro (96.000 euro per 5 anni) per ogni immobile. Per gli interventi condominiali il limite di 96.000 euro si moltiplica per ogni unità immobiliare costituente l'edificio.

La detrazione riguarderà sia le opere di messa in sicurezza statica, in particolare su parti strutturali, che per la redazione della documentazione necessaria a provare la sicurezza statica dell’edificio.
Se, al posto della detrazione, si decide di cedere il credito corrispondente a un'impresa di assicurazione con la contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione del premio assicurativo, al posto del 19% spetta per il 90%. La detrazione per il premio assicurativo non è cedibile.
L'Agenzia delle Entrate, inoltre, nella risposta 455/2020 del 7 ottobre ha precisato che è possibile fruire del Superbonus per interventi di demolizione e ricostruzione dell'edificio a prescindere dalla condizione che lo stesso venga adibito ad abitazione principale.

Si, l’ecobonus 110% si applica sia alle prime e che alle seconde case, sia unifamiliari, sia villette a schiera, sia unità immobiliari in condominio. In caso di persone fisiche, gli interventi possono però essere realizzati su massimo due unità immobiliari.

Pagamenti e documentazione

La documentazione da produrre per ottenere il Superbonus è piuttosto abbondante e può variare a seconda della tipologia di intervento effettuato. In linea generale ecco una serie di documenti da presentare per l’avvio della pratica: il titolo di proprietà (o l’eventuale contratto di locazione), il certificato dello stato legittimo dell’immobile, il documento di identità e il codice fiscale, la visura e la planimetria catastale, l’estratto di PRG, il libretto e la foto della vecchia caldaia e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà attestanti la conformità dei documenti all’originale e i beneficiari delle detrazioni.

 

Anche per il superbonus 110%, ai fini del beneficio, è necessario che il pagamento della spesa sia fatto con bonifico (bancario o postale) c.d. “parlante“, ossia quello da cui risulta:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

A tal fine possono essere utilizzati i bonifici predisposti dagli istituti di pagamento ai fini dell’ecobonus ovvero della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Come si evince dalla Circolare n. 24/E del 2020, il bonifico parlante non è necessario laddove si opti per lo sconto in fattura oppure per la cessione del credito. Nel primo caso, d’altronde, se l’impresa accorda lo sconto totale in fattura, non viene a configurarsi alcun pagamento della spesa. Se, invece, lo sconto è parziale, allora per la parte della detrazione che sarà goduta in dichiarazione dei redditi, il pagamento della spesa deve risultare da bonifico parlante (salvo che anche per questa parte non si opti per la cessione del credito).

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Detrazione fiscale

La somma spettante viene divisa in 5 quote annuali di pari importo da detrarre dal proprio reddito (in 4 quote annuali di pari importo per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022).

 

Gli importi spettanti di detrazione fiscale vanno indicati nella propria dichiarazione dei redditi nell’apposita sezione dedicata. Rivolgiti al tuo commercialista o al tuo consulente fiscale per maggiori informazioni in merito.

No, la parte di detrazione non utilizzata in un determinato anno non può essere recuperata negli anni successivi. Se si teme che le tasse dovute siano inferiori alla detrazione spettante, si consiglia di valutare l’opzione della cessione del credito, anche parziale, ad un soggetto terzo (vedi sezione FAQ “Cessione del credito e sconto in fattura”).

La detrazione fiscale spettante, se non ceduta a soggetti terzi, può essere utilizzata direttamente dal privato contribuente per compensare l’IRPEF dovuta (entro i limiti di capienza dell’imposta annua). La quota di detrazione non utilizzata nell’anno non può essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.

Oltre ai condomìni, i principali beneficiari della detrazione sono le persone fisiche non esercenti attività professionali, i quali potranno usufruire della detrazione solo nel caso in cui l’immobile sia detenuto a uso privato.

Fa eccezione la detrazione per gli interventi antisismici (Sismabonus), i quali possono essere effettuati anche su unità immobiliari adibite ad attività produttive.

I contribuenti che operano in regime forfettario, privi di capienza per la detrazione, possono comunque beneficiare del Superbonus optando per lo sconto in fattura o la cessione del credito (Agenzia delle Entrate, Risposta ad Interpello del 2.11.2020 n. 514).

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 30/E, i soggetti fiscalmente incapienti possono essere titolari della detrazione a patto che siano titolari di reddito derivante dal possesso dell’immobile adibito ad abitazione principale (rendita catastale). Tali soggetti possono esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito a terzi.

I familiari conviventi e i conviventi di fatto del possessore o detentore dell’immobile, che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori, possono usufruire dell’agevolazione per quell’unità immobiliare a patto che attestino il loro status di familiari conviventi mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio (resta inteso che la convivenza deve essere già in atto alla data di inizio lavori o a quella di sostenimento delle spese, se antecedente).

Cessione del credito e sconto in fattura

Anziché usufruire direttamente della detrazione fiscale spettante per gli interventi relativi al Superbonus, il soggetto può optare per la cessione del credito o, se il fornitore lo propone, per lo sconto in fattura.

Nel caso della cessione del credito, il soggetto paga gli interventi che danno diritto al Superbonus e successivamente cede il proprio credito d’imposta, totale o parziale, a soggetti terzi, che possono essere i fornitori dei beni/servizi inerenti gli interventi oppure banche/istituti di credito.

Nel caso dello sconto in fattura, il fornitore dei beni/servizi propone al soggetto uno sconto in fattura pari al totale o ad una parte dell’importo dovuto, a fronte della cessione del credito al 110% a suo favore da parte del soggetto. 
In questo modo il soggetto non deve pagare (o deve pagare solo in parte) gli interventi.

 

L’azienda può utilizzare direttamente il credito d’imposta detraendolo dalle proprie imposte in 5 quote annuali o può cederlo, in toto o in parte, ad altri soggetti (aziende, banche, privati cittadini, ecc.).

No, tali opzioni sono praticabili per tutte le detrazioni fiscali in essere.

Il credito d’imposta può essere ceduto un numero illimitato di volte.

No, il cessionario che ha acquisito il credito in buona fede non perde il diritto ad utilizzare il credito d’imposta.

Per cedere il credito, il contribuente deve utilizzare l’apposita piattaforma dell’area riservata del sito dell’Agenzia dell’Entrate indicando il cessionario, il quale avrà facoltà, sempre nella piattaforma, di accettare tale trasferimento o cederlo a sua volta.
Per accedere alla piattaforma, dopo l’autenticazione all’area riservata, si deve seguire il percorso “La mia scrivania / Servizi per / Comunicare” e quindi cliccare sul collegamento “Piattaforma Cessione Crediti”.

Per maggiori informazioni, cliccare qui.

Il credito fiscale è cedibile anche direttamente ad altri soggetti.

Il credito fiscale, una volta ceduto sulla piattaforma dell’Agenzia dell’Entrate, è visibile dal cessionario immediatamente. Le tempistiche per ottenere dal cessionario la somma a compensazione del credito ceduto variano a seconda del cessionario.

Per lo stesso numero di anni per cui è prevista la detrazione da cui origina il credito di imposta. Se non ha sufficiente capienza fiscale per detrarre l’intera quota annuale, non può recuperare lo scarto negli anni successivi (è consigliabile in questo caso che ceda a sua volta parte del credito).

Sì, se l’impresa offre la possibilità dello sconto del 100% in fattura, è possibile eseguire le opere incluse nel Superbonus senza alcun esborso monetario. Nel caso di uno sconto in fattura inferiore al 100% o della cessione del credito, è possibile effettuare tali interventi a costi estremamente limitati.

È possibile cedere anche solo una parte del credito d’imposta di cui si dispone ed utilizzarne direttamente l’altra parte.

No, il credito può essere ceduto solo se i pagamenti per gli interventi sono stati o saranno fatti negli anni 2020 e 2021.

Condomini e unità immobiliari in condominio

Chi vive in condominio può innanzitutto fruire della detrazione del 110% in 5 anni per tutti gli interventi che danno diritto al Superbonus realizzati nelle parti comuni. In questo caso, ogni condomino può detrarre la propria parte delle spese calcolata in base ai millesimi condominiali o ad altri criteri individuati dall’assemblea condominiale.

Nel caso il condominio realizzi almeno un intervento trainante con i requisiti previsti dal Superbonus, il singolo condomino può effettuare, con la medesima detrazione del 110%, gli interventi previsti dall’Ecobonus (ad esempio la sostituzione degli infissi) e gli altri interventi trainati.

Sì, l’approvazione degli interventi, la richiesta di eventuali finanziamenti finalizzati agli stessi, nonché l’adesione all’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura sono valide solo se approvate con numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio.

Sì, anche il locatario, titolare di un contratto di locazione regolarmente registrato, può beneficiare della detrazione al 110%, a patto che ottenga il consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

Sì, la scelta tra detrazione diretta, cessione del credito o sconto in fattura è a discrezione del singolo condomino, relativamente alla parte di spesa a lui imputabile. Per quanto riguarda gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, la scelta deve essere univoca.

Fotovoltaico e accumulo

No, non è possibile. Per accedere al Superbonus è necessario che il sistema di accumulo sia abbinato ad un impianto fotovoltaico agevolato con la stessa detrazione. Tuttavia, in questo caso, è possibile usufruire della detrazione al 50% e anche della cessione del credito /sconto in fattura

Sì, come chiarito nelle FAQ del Governo in merito, è possibile potenziare un impianto fotovoltaico già esistente ed usufruire del Superbonus 110%, naturalmente rispettando le condizioni per usufruire della detrazione (combinazione con intervento trainante, salto di due classi energetiche, ecc.) e ferma restando l’impossibilità, per la quota parte di impianto potenziato, di accedere a qualunque altro beneficio.

Il Decreto Rilancio parla di “installazione di un impianto fotovoltaico”, senza specificare se si debba trattare necessariamente di un impianto ex novo. La questione resta ancora da chiarire.

Sì, con la Risoluzione 60 del 28 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i due massimali di spesa per fotovoltaico e accumulo (48.000€ e 48.000€) devono essere considerati distinti.

In caso di interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere d), e) e f), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380: interventi di ristrutturazione edilizia (interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente), interventi di nuova costruzione e gli interventi di ristrutturazione urbanistica

L’ammontare complessivo di spesa di 48.000€ (nel limite di spesa di 2.400€ per ogni kW di potenza nominale dell'impianto solare fotovoltaico) è riferibile alla singola unità immobiliare.

No, non è specificata alcuna certificazione o provenienza dei moduli fotovoltaici.

No, i limiti di spesa che devono rispettare gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo sono quelli indicati dal Decreto Rilancio.

No, il Decreto Rilancio prevede espressamente che una delle condizioni per accedere al Superbonus sia la cessione in favore del GSE dell'energia non auto-consumata in sito ovvero non condivisa per l’autoconsumo

Sì, a due condizioni:

1) sostenimento delle spese nel 2020;
e
) trasmissione della comunicazione di cessione del credito entro il 15 aprile 2021

Si e sussiste la possibilità di cessione del credito/sconto in fattura.

No, tali limiti valgono solo nel caso di installazione nell’ambito del Superbonus. Per la detrazione al 50% il massimale è quello previsto per le ristrutturazioni edilizie (96.000€) e non ci sono limiti per kW/kWh.

Cessione del credito a SENEC

Sì, i clienti di SENEC possono cedere all’azienda il credito di imposta relativo non solo all’installazione di fotovoltaico, accumulo e stazione di ricarica elettrica, ma anche agli altri interventi rientranti nel Superbonus.

L’installatore può cedere a SENEC non solo il credito maturato per l’installazione di prodotti forniti da SENEC (moduli fotovoltaici, sistemi di accumulo, stazioni di ricarica elettrica), ma anche la quota relativa alle altre opere realizzate nell’ambito del Superbonus.

Cedere il credito a SENEC è un’operazione semplice e veloce. È sufficiente firmare il contratto cessione del credito, in cui sono sostanzialmente indicati gli importi ceduti e restituiti e le relative tempistiche ed notificare a SENEC le delle fatture a cui si riferisce ciascun credito ceduto.

SENEC accetta la cessione del credito il 15 e il 28 di ogni mese e si impegna a pagare il credito di imposta spettante entro i 10 giorni successivi all’accettazione del credito stesso.