fotovoltaico industriale

Studio di fattibilità impianto fotovoltaico industriale: guida e criteri

Lo studio di fattibilità di un impianto fotovoltaico industriale rappresenta il punto di partenza essenziale per valutare la realizzabilità tecnica, economica e normativa di un progetto. Un'analisi preliminare approfondita consente infatti di verificare la compatibilità del sito, dimensionare correttamente l'impianto in base ai consumi aziendali, stimare costi e benefici e individuare eventuali criticità prima dell'avvio dei lavori. 

Conoscere i principali criteri di valutazione permette di prendere decisioni più consapevoli e di pianificare un investimento orientato all'efficienza energetica e alla sostenibilità nel lungo periodo.

I pilastri della due diligence energetica aziendale     

Lo studio di fattibilità per un impianto fotovoltaico industriale richiede un'analisi strutturata che permetta di valutare tutti gli aspetti tecnici, energetici e normativi del progetto. Una due diligence accurata prende in esame i principali elementi che incidono sulla realizzabilità dell'intervento, fornendo le informazioni necessarie per pianificare un investimento consapevole e sostenibile.

1.Ingegneria strutturale e vincoli di cantiere 

La valutazione delle caratteristiche strutturali dell'edificio rappresenta il primo passo per verificare la fattibilità di un impianto fotovoltaico. Analizzare coperture e condizioni del sito consente di individuare eventuali criticità progettuali e di definire le soluzioni più adatte in vista dell'installazione.

Verifica della capacità portante e dinamica delle coperture – 

La verifica della capacità portante della copertura permette di accertare che la struttura sia in grado di sostenere il peso dei moduli fotovoltaici, dei sistemi di fissaggio e degli eventuali componenti accessori. 

L'analisi considera sia i carichi statici sia quelli dinamici, come vento, neve e sollecitazioni dovute agli interventi di manutenzione. La valutazione viene effettuata da professionisti qualificati attraverso rilievi, documentazione tecnica e calcoli strutturali conformi alla normativa vigente.

Analisi dei materiali del tetto 

La tipologia e lo stato di conservazione della copertura, poi, influenzano le modalità di installazione dell'impianto e le soluzioni di fissaggio adottabili. 

Materiali come lamiera grecata, pannelli sandwich, calcestruzzo o coppi presentano caratteristiche differenti in termini di resistenza, durabilità e interventi necessari. Un'ispezione preliminare consente inoltre di individuare eventuali degradi, infiltrazioni o criticità che potrebbero richiedere interventi di ripristino prima della posa dei moduli.

Valutazione del layout dei moduli: ombreggiamenti tecnici ed esposizione 

La disposizione dei moduli fotovoltaici viene progettata per massimizzare la produzione di energia e ridurre le perdite dovute agli ombreggiamenti. L'analisi prende in considerazione l'orientamento e l'inclinazione della copertura, oltre alla presenza di elementi tecnici come lucernari, comignoli, impianti HVAC, parapetti o edifici adiacenti. 

Un layout ottimizzato permette di sfruttare al meglio la superficie disponibile, migliorando il rendimento complessivo dell'impianto e favorendo una gestione più efficiente degli spazi destinati alla manutenzione.

2. Dimensionamento su profili di carico quartorari 

Una volta verificata la fattibilità strutturale dell'intervento, il passo successivo consiste nel dimensionare l'impianto sulla base dei reali fabbisogni energetici dell'azienda. L'analisi dei profili di carico quartorari permette di progettare una soluzione più efficiente, ottimizzando autoconsumo, prestazioni e ritorno dell'investimento.

Analisi dei file POD quartorari 

I dati di misura associati al Punto di Prelievo (POD) costituiscono una fonte preziosa per dimensionare correttamente un impianto fotovoltaico industriale. Le curve di carico quartorarie, che registrano i consumi ogni 15 minuti, consentono di individuare i picchi di assorbimento, la distribuzione dei prelievi nelle diverse fasce orarie e l'eventuale variabilità stagionale. Queste informazioni permettono di stimare con maggiore precisione la potenza dell'impianto e il potenziale livello di autoconsumo.

Ottimizzazione del tasso di autoconsumo diretto in base ai turni produttivi 

Massimizzare l'autoconsumo diretto significa sfruttare una quota maggiore dell'energia prodotta dall'impianto senza ricorrere alla rete. L'analisi dei turni di lavoro, degli orari di funzionamento dei macchinari e della distribuzione dei carichi consente di valutare il grado di sovrapposizione tra produzione e consumi. Una configurazione progettata sulle reali esigenze operative dell'azienda contribuisce a migliorare l'efficienza energetica e a ridurre i costi di approvvigionamento.

Valutazione tecnica dell'accumulo elettrochimico industriale – 

L'adozione di un sistema di accumulo elettrochimico viene valutata in funzione del profilo di consumo dell'azienda e degli obiettivi energetici del progetto. Capacità, potenza, numero di cicli, rendimento e modalità di esercizio delle batterie rappresentano alcuni dei principali parametri da considerare. Una verifica tecnica approfondita permette di stabilire se l'accumulo possa incrementare l'autoconsumo, ridurre i picchi di prelievo e rendere più flessibile la gestione dell'energia.     

3. Iter autorizzativo e connessione alla rete nazionale 

Dopo le verifiche tecniche e il dimensionamento dell'impianto, lo studio di fattibilità entra nella fase dedicata agli aspetti autorizzativi e alla connessione alla rete elettrica. Il rispetto delle procedure previste dalla normativa e dei requisiti tecnici rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la realizzabilità del progetto e pianificare correttamente tempi e costi dell'intervento.  

Inquadramento normativo: attività libera, PAS e Autorizzazione Unica

Il D.Lgs. 190/2024 ha riordinato i regimi amministrativi per gli impianti da fonti rinnovabili, distinguendo principalmente tra attività libera, Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) e Autorizzazione Unica. Il regime applicabile dipende da potenza, caratteristiche dell’intervento, localizzazione e vincoli, oltre che dalle disposizioni regionali. La DILA può continuare a rilevare per procedure transitorie o casi specifici, ma non deve essere presentata come uno dei tre regimi generali del quadro vigente.

Soluzione di connessione TICA     

Il Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA), emanato da ARERA, disciplina le modalità di connessione degli impianti di produzione alla rete elettrica. Il gestore di rete elabora una soluzione tecnica che definisce gli interventi necessari per il collegamento dell'impianto, i relativi tempi di realizzazione e gli eventuali costi. L'analisi di questa proposta permette di valutare la fattibilità della connessione e il suo impatto sull'intero progetto.

Adeguamento cabina elettrica e rispetto della norma CEI 0-16

Gli impianti industriali connessi alle reti di media tensione possono richiedere interventi di adeguamento della cabina elettrica esistente o la realizzazione di nuove infrastrutture. La norma CEI 0-16 stabilisce i requisiti tecnici per la connessione alle reti di distribuzione in media e alta tensione, definendo criteri relativi alle protezioni, ai sistemi di misura e ai dispositivi di interfaccia. La conformità a queste prescrizioni è indispensabile per ottenere l'allacciamento e garantire un esercizio sicuro dell'impianto.

Quadro di sintesi degli output della fattibilità industriale          

Al termine dello studio di fattibilità, le analisi svolte confluiscono in un quadro d'insieme che supporta le decisioni progettuali e finanziarie. La sintesi seguente riassume le principali verifiche tecniche e il loro impatto sul business plan e sulla pianificazione dell'investimento.

Macroarea Analisi tecnica richiesta Impatto sul Business Plan / CAPEX
Ingegneria strutturale Verifica della capacità portante delle coperture, analisi dei materiali e valutazione del layout dei moduli Definizione di eventuali interventi strutturali e dei relativi costi di realizzazione
Dimensionamento energetico Analisi dei profili di carico quartorari, stima dell'autoconsumo e valutazione dell'eventuale sistema di accumulo Ottimizzazione della potenza dell'impianto, dei risparmi attesi e del ritorno dell'investimento
Iter autorizzativo e connessione Individuazione della procedura autorizzativa, richiesta di connessione e verifica dei requisiti tecnici di rete Pianificazione delle tempistiche progettuali, degli oneri di connessione e degli eventuali adeguamenti impiantistici
Analisi economico-finanziaria Stima dei costi di investimento, dei costi operativi e valutazione degli incentivi disponibili Definizione del CAPEX, previsione degli OPEX e analisi della sostenibilità economica del progetto

4. Analisi finanziaria e risk management 

Verificata la fattibilità tecnica e autorizzativa del progetto, l'attenzione si concentra sulla sostenibilità economica dell'investimento. La valutazione dei costi, delle opportunità di finanziamento e dei potenziali fattori di rischio consente di stimare la redditività dell'impianto e di pianificare una strategia di lungo periodo.

Struttura del CAPEX e simulazione degli OPEX a 20 anni 

L'analisi economica dell'investimento prende in esame sia i costi iniziali (CAPEX) sia le spese operative previste durante il ciclo di vita dell'impianto (OPEX)

Tra le principali voci di investimento rientrano i moduli fotovoltaici, gli inverter, le strutture di supporto, l'installazione e gli eventuali adeguamenti elettrici. La simulazione degli OPEX considera invece manutenzione, monitoraggio, sostituzione dei componenti e altri costi di esercizio, offrendo una visione completa della sostenibilità economica nel lungo periodo.

Integrazione degli incentivi 

Gli incentivi e i benefici fiscali effettivamente aperti e applicabili alla data dell’investimento possono incidere sulla convenienza di un impianto industriale. La loro presenza non deve essere presupposta: occorre verificare requisiti, disponibilità delle risorse, scadenze e cumulabilità.

Contributi, maggiorazioni fiscali e finanziamenti agevolati possono ridurre il costo effettivo o migliorare i flussi di cassa. Lo studio di fattibilità deve rappresentare separatamente lo scenario senza agevolazioni e quelli che includono solo misure realisticamente accessibili al progetto.

Modelli di finanziamento a confronto: investimento diretto, leasing finanziario e PPA on-site

La scelta del modello di finanziamento influisce sull'impegno economico iniziale, sulla gestione dell'impianto e sul ritorno dell'investimento. Tra le soluzioni più diffuse rientrano:

  • Investimento diretto: l'azienda sostiene il costo iniziale dell'impianto e ne acquisisce la piena proprietà, beneficiando direttamente dei risparmi energetici e degli eventuali incentivi applicabili.
  • Leasing finanziario: il costo dell'impianto viene distribuito nel tempo attraverso canoni periodici, consentendo di ridurre l'esborso iniziale e di preservare la liquidità aziendale.
  • Power Purchase Agreement (PPA): un soggetto terzo realizza o finanzia l’impianto presso il sito dell’azienda e vende al cliente l’energia prodotta secondo condizioni contrattuali prestabilite. Proprietà, gestione, durata, prezzo, indicizzazione, acquisto finale e destinazione dell’energia immessa devono essere disciplinati nel contratto.

La soluzione più adatta dipende dalle risorse finanziarie disponibili, dagli obiettivi dell'impresa e dalla strategia energetica adottata nel lungo periodo.

Soluzioni Commercial & Industrial con l'ecosistema SENEC 

Le aziende che intendono investire in un impianto fotovoltaico possono beneficiare di soluzioni integrate, capaci di coniugare produzione, accumulo e gestione intelligente dell'energia. L'ecosistema Commercial & Industrial di SENEC è progettato proprio per rispondere alle esigenze di realtà produttive con consumi elevati, con sistemi personalizzabili in funzione delle caratteristiche del sito e degli obiettivi di efficientamento energetico.

L'offerta comprende impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo modulari e tecnologie per il monitoraggio e l'ottimizzazione dei consumi, con l'obiettivo di aumentare l'autoconsumo, ridurre i picchi di potenza e migliorare la continuità operativa. Ogni soluzione viene dimensionata in base ai fabbisogni energetici dell'azienda, così da favorire un utilizzo più efficiente dell'energia prodotta.

A supporto dell'investimento, SENEC mette inoltre a disposizione diverse formule di accesso, tra cui acquisto diretto, noleggio operativo e Power Purchase Agreement (PPA), consentendo alle imprese di individuare il modello più adatto alle proprie esigenze finanziarie. L'ecosistema può infine integrarsi con le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), offrendo ulteriori opportunità di valorizzazione dell'energia prodotta e di contenimento dei costi energetici.

Le soluzioni SENEC per il settore aziendale

SENEC supporta la transizione energetica delle imprese integrando soluzioni tecnologiche e servizi finanziari dedicati. Grazie alla certificazione ESCo UNI CEI 11352, l’azienda progetta e gestisce impianti fotovoltaici industriali attraverso formule flessibili pensate per adattarsi alle diverse esigenze operative e finanziarie delle imprese:

  • Corporate PPA: impianto finanziato e gestito da SENEC, con acquisto dell’energia prodotta tramite una tariffa concordata nel lungo periodo.
  • Noleggio operativo: utilizzo del sistema fotovoltaico attraverso un canone periodico, preservando liquidità e capacità di investimento aziendale.
  • Acquisto diretto: soluzione chiavi in mano comprensiva di progettazione, installazione, allaccio e manutenzione.
  • Comunità Energetiche (CER): supporto allo sviluppo di progetti di autoconsumo condiviso e valorizzazione dell’energia prodotta localmente.

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