Calcolo tasse

Installare un impianto fotovoltaico significa compiere un investimento che richiede un’attenta valutazione sotto diversi aspetti, compresi quelli fiscali. Tra questi, l’IVA rappresenta una delle voci che possono incidere maggiormente sul costo finale dell’intervento. Conoscere le aliquote applicabili e i relativi requisiti consente quindi di pianificare l’investimento con maggiore consapevolezza ed evitare errori.

Come funziona l’IVA agevolata per il fotovoltaico: le aliquote al 4%, 10% e 22%

L’aliquota IVA applicabile a un impianto fotovoltaico è strutturata dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (Decreto IVA) e varia in base alla tipologia di intervento, alla destinazione dell’immobile e al soggetto che sostiene la spesa. In particolare, si suddivide in tre categorie:

  • IVA al 4%: riservata agli interventi di nuova costruzione o ampliamento di fabbricati adibiti a Prima Casa (categorie catastali non di lusso). Spetta se l’impianto viene installato contestualmente all’edificazione dell’immobile all’interno del medesimo contratto di appalto.
  • IVA al 10%: è l’aliquota di riferimento per la quasi totalità degli interventi di installazione fotovoltaica in Italia. Si applica a impianti “chiavi in mano”, acquisto di beni finiti (pannelli, inverter, batterie di accumulo, strutture) e servizi di posa in opera. Riguarda immobili residenziali (prima e seconda casa) e edifici commerciali o industriali, previa presentazione di un’autocertificazione dell’acquirente.
  • IVA al 22%: è l’aliquota ordinaria che scatta in assenza dei requisiti previsti dalla legge. Viene applicata per acquisto di materie prime o semilavorati, vendita al dettaglio di singoli componenti senza autodichiarazione dell’uso finale, interventi di manutenzione ordinaria slegati da ristrutturazioni, o transazioni commerciali tra aziende prive dei requisiti per il Reverse Charge.

Tabella riepilogativa aliquote IVA 

Aliquota IVA Ambito e tipologia di intervento Beni e servizi compresi
4% Nuova costruzione o ampliamento di immobile destinato a Prima Casa (con esclusione delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) Impianto fotovoltaico completo, componenti e posa in opera inclusi nel contratto di appalto
10% Edifici residenziali esistenti (prima e seconda casa), fabbricati commerciali, industriali o agricoli Impianti “chiavi in mano”, beni finiti (moduli, inverter, accumulo, strutture) e servizi di installazione
22% Acquisti generici al dettaglio, manutenzione ordinaria semplice o compravendite prive di requisiti agevolativi Materie prime, semilavorati, minuteria elettrica generica, ricambi o riparazioni slegate da contratti d’appalto

IVA agevolata al 10%: a chi spetta e cosa comprende 

L’IVA al 10% è la misura di riferimento per chi sceglie di installare un impianto fotovoltaico. Non si tratta di un bonus riservato a chi ha un reddito basso o a specifiche fasce ISEE: è valida per tutti. Nello specifico, possono richiedere l’agevolazione: 

  • Persone fisiche e privati cittadini: proprietari, usufruttuari, affittuari o comodatari, sia per la prima che per la seconda casa.
  • Condomini: per gli impianti dedicati alle luci e ai servizi delle parti comuni.
  • Imprese e titolari di Partita IVA: per i quali l’IVA viene poi gestita con il meccanismo del Reverse Charge nelle fatture tra imprese.
  • Enti pubblici e organizzazioni non profit.

La norma copre sia la vendita dell’impianto “chiavi in mano” sia le singole fasi dell’opera: dalla fornitura dei beni finiti fino ai lavori per l’installazione e la messa in funzione. 

Beni e componenti ammessi: dai pannelli ai sistemi di accumulo 

Per avere diritto all’IVA al 10%, i prodotti acquistati devono essere “beni finiti”. Significa che devono essere componenti già pronti e progettati specificamente per far funzionar un impianto fotovoltaico:

  • Pannelli fotovoltaici di qualsiasi tecnologia: monocristallini, policristallini o a film sottile.
  • Inverter fotovoltaico: dispositivo che trasforma l’energia del sole in corrente per la casa e ottimizzatori di potenza.
  • Batterie e sistemi di accumulo: come confermato dall’Agenzia delle Entrate, le batterie possono beneficiare dell’IVA al 10%, sia se acquistati contestualmente all’impianto, sia se integrati successivamente.
  • Strutture di supporto e montaggio: staffe, profili in alluminio e zavorre per fissare i pannelli sul tetto.
  • Quadri elettrici, cavi solari e protezioni: indispensabili per il collegamento dell’impianto.
  • Sistemi di monitoraggio e contatori intelligenti: per controllare quanta energia viene prodotta e i consumi.

Non hanno diritto all’IVA al 10% i singoli materiali generici (come viti, nastro isolante o canaline elettriche) se comprati da soli al dettaglio, senza che facciano parte del progetto o del contratto di installazione dell’impianto.

Cumulabilità tra IVA agevolata al 10% e detrazioni fiscali (Bonus Casa)           

Un grande vantaggio dell’IVA al 10% è che può essere sommata alle detrazioni fiscali IRPEF (Bonus Casa). L’aliquota ridotta abbatte l’esborso economico iniziale, mentre la detrazione fiscale consente di recuperare in dieci anni una percentuale rilevante della spesa, calcolata sull’importo lordo della fattura.

Nello specifico, la detrazione IRPEF ammonta al 50% della spesa sostenuta per gli interventi sull’abitazione principale e al 36% per le seconde case, entro il limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. 

IVA agevolata al 4%: i requisiti per la prima casa e nuova costruzione

L’IVA al 4% rappresenta il livello minimo di tassazione previsto dall’ordinamento italiano. Nel settore fotovoltaico è riservata esclusivamente ai casi di nuova costruzione o completamento dell’abitazione principale (Prima Casa). Per poter beneficiare dell’aliquota, però, è necessario che sussistano i seguenti requisiti:

  • Tipologia di immobile: l’edificio deve possedere i requisiti previsti per l’agevolazione Prima Casa. Sono escluse le abitazioni signorili, ville e castelli.
  • Condizione soggettiva: l’immobile deve possedere i requisiti di “Prima Casa” per il committente (destinato ad abitazione principale).
  • Contestualità dei lavori: l’impianto deve essere fornito e installato durante i lavori di costruzione o completamento della casa, rientrando nel contratto di appalto principale per l’edificazione dell’immobile.

IVA agevolata per aziende e partite IVA: il meccanismo del Reverse Charge 

Quando l’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico avvengono nell’ambito di transazioni commerciali tra aziende o professionisti con Partita IVA, la gestione dell’imposta segue regole specifiche legate al Reverse Charge(inversione contabile). Il funzionamento del meccanismo si articola secondo le seguenti direttive: 

  • Emissione della fattura senza IVA: l’installatore o il subappaltatore emette fattura per la prestazione dei servizi o per l’impianto senza addebitare l’IVA, inserendo la dicitura normativa di esenzione dall’addebito diretto d’imposta.
  • Integrazione da parte dell’azienda committente: l’azienda acquirente integra la fattura ricevuta applicando l’aliquota IVA di riferimento per il fotovoltaico e registra il documento sia nel registro delle fatture emesse sia nel registro degli acquisti.

Come richiedere l’IVA agevolata: documenti e modulo di autocertificazione    

L’applicazione dell’IVA agevolata per un impianto fotovoltaico non avviene in modo automatico. L’Agenzia delle Entrate richiede che sia il cliente a fare esplicita richiesta formale al fornitore o all’installatore prima dell’emissione della fattura.

Lo strumento indispensabile per ottenere lo sconto è la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Attraverso questo documento, l’acquirente si assume la responsabilità civile e penale di dichiarare che l’impianto e i componenti acquistati possiedono tutti i requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalla legge per l’applicazione dell’aliquota ridotta.

Compilazione della dichiarazione sostitutiva e documenti da allegare 

Per richiedere l’IVA agevolata occorre compilare la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e consegnarla all’installatore o fornitore prima dell’emissione della fattura, corredata dalla documentazione amministrativa di supporto. La pratica completa comprende i seguenti elementi e allegati obbligatori:

  • Compilazione del modulo d’autocertificazione: inserimento dei dati anagrafici del richiedente, dei dati catastali dell’immobile e del riferimento normativo di legge.
  • Documento di riconoscimento e codice fiscale: copia del documento d’identità in corso di validità dell’intestatario delle fatture.
  • Visura catastale recente: estratto catastale dell’immobile o della pertinenza interessata dall’intervento.
  • Titolo abilitativo edilizio o attestazione di edilizia libera: copia del Permesso di Costruire, CILA o SCIA per i cantieri edilizi oppure, nei casi di installazione su edifici esistenti che rientrano in edilizia libera, un’autodichiarazione che attesti che l’opera non necessita di autorizzazioni specifiche.
  • Attestazione requisiti Prima Casa: documentazione aggiuntiva necessaria unicamente per la richiesta dell’aliquota super-agevolata al 4% su nuove costruzioni.

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Scegliere un impianto fotovoltaico significa investire in una soluzione destinata a durare nel tempo. Per ottenere il massimo rendimento, però, è fondamentale poter contare su tecnologie affidabili e su un partner in grado di accompagnare il cliente lungo tutto il percorso, dalla progettazione all’installazione. 

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FAQ sull’IVA agevolata per il fotovoltaico

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