Iperammortamento 2026: come funziona e come ottenerlo
In continuità con i Piani Transizione 4.0 e 5.0, l’iperammortamento è la misura con cui lo Stato sostiene gli investimenti delle imprese nella trasformazione digitale ed energetica. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, consente di maggiorare fiscalmente il costo di acquisizione dei beni agevolabili, favorendo anche la realizzazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo.
In un contesto in cui innovazione e sostenibilità sono sempre più centrali per la competitività delle imprese, conoscere questa misura può diventare un vantaggio concreto nella pianificazione degli investimenti.
Come funziona l’iperammortamento 2026
L’iperammortamento 2026 consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi, riconosciuta esclusivamente ai fini fiscali per il calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.
A differenza dei precedenti crediti d’imposta, la misura non prevede un contributo compensabile tramite modello F24, ma consente di ridurre l’imponibile ai fini delle imposte sui redditi attraverso una maggiore deduzione fiscale. In particolare, si applica a due principali categorie di investimenti:
- Beni materiali e immateriali strumentali nuovi, destinati alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
- Impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, destinati all’autoconsumo, anche a distanza, compresi i relativi sistemi di accumulo.
La maggiorazione del costo varia in funzione dell’importo dell’investimento e, per i beni materiali agevolabili e gli impianti destinati all’autoproduzione di energia, è così articolata:
- Fino a 2,5 milioni di euro di investimento: maggiorazione del costo pari al 180%.
- Oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro: maggiorazione del costo pari al 100%.
- Oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro: maggiorazione del costo pari al 50%.
Chi può ottenere l’iperammortamento 2026
L’iperammortamento 2026 è rivolto a tutte le imprese residenti in Italia e alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti con sede in Italia. Possono accedere all’agevolazione indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione aziendale e dal regime fiscale adottato per la determinazione del reddito d’impresa.
La misura si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa e dalle relative disposizioni attuative.
Benefici dell’iperammortamento 2026 per il fotovoltaico
Investire nel fotovoltaico non significa soltanto ridurre i consumi energetici, ma anche accedere a un importante vantaggio fiscale. Grazie all’iperammortamento, infatti, le imprese possono maggiorare il costo riconosciuto degli investimenti agevolabili, migliorando la redditività dell’intervento e accelerando il rientro dell’investimento.
L’agevolazione sostiene inoltre la diffusione di sistemi per l’autoproduzione di energia destinata all’autoconsumo, favorendo una gestione più efficiente delle risorse energetiche e una minore esposizione ai costi dell’elettricità.
Iperammortamento 2026 fotovoltaico: quali impianti rientrano
Per accedere al beneficio, gli impianti fotovoltaici devono rispettare specifici requisiti tecnici e dimensionali stabiliti dalla normativa, che riguardano sia le caratteristiche dei moduli installati sia il corretto dimensionamento rispetto ai consumi dell’impresa.
Moduli fotovoltaici agevolabili nel 2026
L’iperammortamento si applica agli impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione di energia per l’autoconsumo, anche a distanza, compresi i sistemi di accumulo. Per beneficiare dell’agevolazione, i moduli devono essere beni materiali nuovi e rispettare i requisiti tecnici stabiliti dalla normativa vigente.
In particolare, sono ammessi esclusivamente i moduli appartenenti alle categorie B e C del registro ENEA, mentre risultano esclusi quelli classificati in categoria A. La disciplina prevede inoltre specifici requisiti qualitativi, tra cui:
- Produzione nell’Unione Europea: sia le celle fotovoltaiche sia i moduli assemblati devono avere origine UE.
- Categoria B ENEA: moduli con celle fotovoltaiche aventi un’efficienza non inferiore al 23,5%.
- Categoria C ENEA: moduli con celle bifacciali a eterogiunzione di silicio o tandem, prodotti nell’Unione Europea e con un’efficienza minima del 24%.
Autoconsumo e limite del 105%
Per accedere all’iperammortamento, il dimensionamento dell’impianto fotovoltaico deve rispettare un requisito preciso: la potenza installata non può superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente.
La misura è infatti pensata per incentivare l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, evitando la realizzazione di impianti sovradimensionati. Il rispetto di tale limite rappresenta uno dei requisiti essenziali per accedere all’agevolazione e dovrà essere dimostrato attraverso la documentazione tecnica prevista dalla procedura gestita dal GSE.
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Iperammortamento 2026 GSE: documenti e procedura
Per accedere all’iperammortamento, le imprese devono trasmettere la documentazione richiesta attraverso l’apposita piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), accessibile tramite SPID, CIE o le altre modalità previste. La procedura si articola in tre fasi principali:
- Comunicazione preventiva: l’impresa comunica gli investimenti programmati, indicando i dati identificativi, la tipologia dei beni agevolabili, i costi previsti e le tempistiche di completamento, interconnessione o entrata in esercizio, a seconda della tipologia di investimento.
- Comunicazione di conferma: entro 60 giorni dall’esito positivo della fase preventiva, è necessario confermare gli investimenti e dimostrarne l’avvio. La normativa richiede, tra l’altro, il versamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione di ciascun bene oppure, in caso di leasing, la sottoscrizione del relativo contratto.
- Comunicazione di completamento: una volta concluso l’investimento, e comunque entro il 15 novembre 2028, l’impresa trasmette la comunicazione finale attestando l’interconnessione dei beni oppure l’entrata in esercizio degli impianti. In questa fase vengono inoltre dichiarati il possesso della perizia tecnica asseverata e della certificazione contabile, documenti indispensabili ai fini del riconoscimento dell’agevolazione.
Al termine della procedura, il GSE verifica la conformità dell’investimento e della documentazione. La maggiorazione fiscale è riconosciuta a partire dal periodo d’imposta in cui viene inviata la comunicazione di completamento, fermo restando l’esito positivo delle verifiche previste dalla normativa.
Come ottenere l’iperammortamento 2026 senza errori
Per accedere correttamente all’agevolazione è fondamentale pianificare l’investimento fin dalle fasi iniziali, verificando che l’impianto e i beni agevolabili rispettino tutti i requisiti previsti. Particolare attenzione deve essere riservata al dimensionamento dell’impianto, alla corretta predisposizione della documentazione e al rispetto delle scadenze previste per ciascuna comunicazione.
Anche la perizia tecnica asseverata e la certificazione contabile rivestono un ruolo centrale, poiché attestano la conformità dell’investimento e costituiscono presupposti essenziali per il riconoscimento del beneficio fiscale.
Affidarsi a professionisti – come SENEC – e verificare con attenzione ogni fase della procedura, infine, rappresenta la soluzione migliore per ridurre il rischio di errori e accedere all’iperammortamento in modo corretto.
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FAQ sull’iperammortamento 2026 per il fotovoltaico aziendale
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