CER come finanziarle

Come finanziare le Comunità Energetiche CER

Sebbene il decreto sui nuovi incentivi per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che secondo il Ministro Fratin potrebbe favorire l’apertura di 15mila Comunità in Italia, sia ancora in fase di valutazione in Commissione Europea, è opportuno sfruttare il periodo di attesa per svolgere tutte le azioni preparatorie e risolvere le questioni preliminari in modo da essere pronti a partire non appena la legislazione in materia sarà compiuta. Tra queste questioni, una che riveste una grande rilevanza è il finanziamento. Le CER infatti, come tutte le organizzazioni, hanno bisogno di risorse finanziarie per la loro creazione ed il loro sviluppo, a partire dallo studio di fattibilità fino all’installazione degli impianti e alla costituzione dell’ente giuridico.

Come finanziare le CER

Se le Comunità Energetiche e i suoi membri, da un lato, possono accedere ai normali finanziamenti che ormai molti istituti di credito propongono per la costruzione di impianti fotovoltaici, dall’altro non esistono ad oggi dei pacchetti finanziari specifici dedicati all’intero progetto di CER. Tale lacuna è legata, oltre alle incertezze normative sugli incentivi, anche alle differenti connotazioni giuridiche che possono assumere le Comunità Energetiche Rinnovabili, che non sempre consentono di assolvere ai requisiti richiesti da un istituto finanziario al momento dell’erogazione di un finanziamento. Ciononostante, non può non evidenziarsi il notevole interesse degli istituti di credito verso queste entità. Un caso è quello di  Banca Etica, che insieme a Fondo mutualistico Coopfond, Legacoop e la piattaforma di crowdinvesting Ecomill, ha promosso il programma “Respira”, atto a  supportare imprese ed enti pubblici nella costruzione e avvio di CER. Il programma adegua la propria offerta a ciascuna specifica comunità, territorio ed esigenza. 

In virtù delle molteplici forme che possono assumere le CER, le banche generalmente preferiscono interfacciarsi con un soggetto unico e per questo è più semplice approcciarle con un progetto che prevede un solo interlocutore, che è anche il prosumer ed il promotore della Comunità. Un esempio può essere un’azienda con ampie coperture a disposizione che voglia installare un impianto fotovoltaico per coprire i propri consumi e condividere il surplus di energia prodotta in una Comunità composta dai suoi dipendenti.

Affitto dell'impianto da una società esterna

Un’altra “forma di finanziamento” a disposizione per le Comunità Energetiche è data dalla possibilità di prendere in affitto un impianto fotovoltaico da una società esterna. Si ricorda infatti che la Comunità o i suoi membri non devono necessariamente essere proprietari degli impianti di cui condividono l’energia, ma semplicemente averne la disponibilità. L’affitto  dell’impianto di produzione da un soggetto terzo  consente di procedere alla creazione di una CER evitando ai suoi membri l’investimento iniziale  e di provvedere alla copertura dei costi  di affitto con gli incentivi statali previsti per la condivisione dell’energia tra i membri.  In tal modo, la Comunità non dovrà sostenere la spesa per lei più rilevante e quindi ricorrere ad un finanziamento per poter partire.

Forme di sovvenzione da parte degli enti pubblici destinate alle CER

Dal punto di vista delle sovvenzioni pubbliche, al di là delle detrazioni fiscali per la realizzazione di impianti fotovoltaici cui anche le CER hanno diritto di accesso, e ai diversi contributi stanziati a livello regionale per l’efficientamento degli edifici e delle imprese, sono diversi gli incentivi a supporto delle Comunità Energetiche che, soprattutto nell’ultimo anno, sono stati previsti da appositi Bandi Regionali.

Tra i bandi ancora attivi si segnala ad esempio la Regione Toscana, che ha pubblicato la Legge regionale 28 novembre 2022, n. 42 per sostenere le Comunità energetiche rinnovabili come parte della transizione energetica e dell'obiettivo del Green New Deal Europeo. La regione offre finanziamenti, formazione e partnership con vari soggetti, con una spesa massima di 100.000 euro per il 2023 e il 2024.

Altri esempi di virtuosismo Regionale possono rinvenirsi in Sardegna con il “bonus fotovoltaico”, che mira a promuovere l'adozione delle energie rinnovabili, con un budget di 14 milioni di euro, suddivisi in 7 milioni per il 2023 e altri 7 milioni per il 2024. Questi fondi sono destinati alle comunità energetiche (2 milioni) e al reddito energetico (5 milioni).

Quelli appena descritti, rappresentano solo alcuni dei casi e delle dimostrazioni concrete di come in Italia vi sia un forte interesse alla diffusione delle CER e di come tale interesse, nonché fabbisogno, stia spingendo i diversi attori del sistema economico italiano alla promozione delle stesse, anche attraverso il loro finanziamento.

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